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Dalla modellazione all'algoritmo: come l'intelligenza artificiale sta rivoluzionando l'odontoiatria

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Dalla modellazione all'algoritmo: come l'intelligenza artificiale sta ridefinendo l'odontoiatria

5 maggio 2026

Gli strumenti digitali possono aiutare i dentisti a determinare il colore dei denti, analizzare le immagini e prevedere protocolli di manutenzione personalizzati, ma gli esperti avvertono che la precisione digitale non sostituisce l'occhio umano

La trasformazione digitale è già arrivata nello studio dentistico, e non serve solo a snellire gli appuntamenti o a organizzare le cartelle cliniche. Grazie all’intelligenza artificiale, agli scanner intraorali, ai software di pianificazione 3D e ai sistemi di analisi delle immagini, i dentisti stanno cambiando il modo di diagnosticare, pianificare ed eseguire i trattamenti. Questo cambiamento promette maggiore precisione e prevedibilità, ma solleva anche una questione importante: fino a che punto può spingersi la tecnologia quando si tratta di salute?

Per il professore e ricercatore della Facoltà São Leopoldo Mandic, il dott. André Pelegrine, l’IA ha già smesso di essere una promessa per diventare uno strumento concreto. Questa visione è corroborata da studi recenti, come una revisione descrittiva pubblicata su *Bioengineering*, che sottolinea come l’IA oggi permei tutte le discipline dell’odontoiatria, dall’odontoiatria pediatrica alla protesi. È presente, ad esempio, nei software CAD-CAM (progettazione e produzione assistita da computer) e nelle applicazioni dell’ortodonzia moderna, con un impatto diretto sulla routine clinica.

Uno dei progressi più evidenti, secondo lui, riguarda l’analisi delle immagini e la determinazione del colore. L’articolo scientifico sottolinea che l’uso delle reti neurali convoluzionali (CNN) ha portato la diagnostica per immagini a un altro livello, consentendo la diagnosi precoce di carie, lesioni periapicali e perdita ossea con una precisione che, spesso, supera quella dell’analisi visiva da sola. «L’IA percepisce più colori rispetto all’occhio umano, quindi può aiutare a individuare sottili differenze nelle immagini diagnostiche, oltre ad avere una maggiore precisione nel determinare il colore adeguato per i denti», sottolinea il professore.

Dalla mano del chirurgo al “GPS” chirurgico

Nel campo degli impianti, la tecnologia sta cambiando anche la logica degli interventi chirurgici. Secondo il dottor André, oggi coesistono diversi livelli di sofisticazione tecnica, dalla procedura tradizionale alla navigazione in tempo reale. «In passato, l’intervento era interamente a mano libera e il professionista dipendeva molto di più dal buon senso e dall’abilità. Nella chirurgia guidata restrittiva, invece, lo standard che seguiamo oggi, il chirurgo lavora con guide e anelli che bloccano la posizione della fresa e garantiscono maggiore precisione», spiega Pelegrine. Aggiunge che la chirurgia con navigazione rappresenta il passo successivo: «Funziona come un GPS in tempo reale. Il chirurgo visualizza sul monitor il movimento della fresa in tempo reale all’interno del tessuto osseo (nella tomografia computerizzata) mentre opera, il che consente regolazioni dinamiche e precise durante la procedura», afferma.

«La chirurgia robotica potrebbe essere il prossimo grande passo avanti, ma è ancora in fase iniziale e lontana dall’essere una pratica comune in Brasile, soprattutto a causa dei costi elevati e della complessità che comporta», sottolinea.

La tecnologia si è rivelata utile anche nella prevenzione. Gli esempi citati nell’articolo tecnico dimostrano il successo degli algoritmi di deep learning nell’identificazione della placca batterica sui denti da latte, aiutando i dentisti a classificare i pazienti pediatrici in diversi gruppi di rischio. In pratica, ciò apre la strada a un’odontoiatria più personalizzata fin dall’infanzia.

Lo studio dentistico del futuro

Se l’intelligenza artificiale amplia le capacità tecniche dello studio dentistico, aumenta anche la responsabilità del professionista. Per lo specialista, il progresso tecnologico non riduce l’importanza della formazione classica del chirurgo-dentista, ma, al contrario, rende tali conoscenze ancora più indispensabili.

«L’alta tecnologia abbinata alla trascuratezza delle scienze di base è la ricetta per la frustrazione. Il chirurgo del futuro deve aver superato la curva di apprendimento per sapere come operare in modi diversi. La tecnologia non potrà sempre essere utilizzata in tutte le situazioni e il professionista del futuro dovrà comunque possedere la formazione classica che lo aiuterà a prendere la decisione migliore e a adottare la condotta clinica più adeguata in diversi scenari», afferma.

Nonostante l’entusiasmo che circonda i nuovi strumenti, il dottor Pelegrine richiama l’attenzione su un punto decisivo: l’intelligenza artificiale opera sulla base di modelli, dati accumulati e informazioni precedentemente registrate. Ciò la rende una potente alleata per interpretare scenari già noti, ma non necessariamente per indicare percorsi davvero inediti nella scienza.

L’intelligenza artificiale tende a ridefinire il ruolo del dentista all’interno dello studio: meno incentrato su compiti ripetitivi e più orientato all’interpretazione critica, al processo decisionale e alla cura personalizzata. In uno scenario sempre più digitale, il fattore di differenziazione continuerà a essere la capacità umana di valutare il contesto, comprendere le peculiarità e trasformare i dati in comportamenti sicuri ed etici. Nell’odontoiatria del futuro, la tecnologia potrà anche aumentare la precisione, ma sarà lo sguardo clinico a continuare a dare senso al trattamento.

Informazioni su São Leopoldo Mandic

Considerata, per 15 anni consecutivi, una delle dieci migliori istituzioni di istruzione superiore del Paese secondo l’Indice Generale dei Corsi (IGC) del MEC, la Facoltà São Leopoldo Mandic di Campinas vanta, nel proprio corpo docente, professori titolari di dottorato con una vasta produzione scientifica, formati presso le migliori istituzioni accademiche del Brasile e dell’estero. Dotata di laboratori all’avanguardia, cliniche odontoiatriche complete e strutture per la pratica clinica presso ospedali e centri sanitari di base convenzionati, l’istituzione offre agli studenti esperienze pratiche nei corsi di Odontoiatria e Medicina fin dal primo anno, oltre ad attività di ricerca e di servizio alla comunità. Dispone di laboratori di simulazione realistica, risorse moderne per la diagnostica e la formazione e un HUB dell’innovazione, al servizio dei corsi di laurea e di post-laurea. Vanta inoltre progetti di estensione come il «Barco da Saúde», che porta assistenza medica e odontoiatrica alle comunità bisognose. La Facoltà São Leopoldo Mandic fa parte del Gruppo Mandic, che possiede altre nove sedi di post-laurea distribuite in tutto il Paese e una in Portogallo. Fanno parte del Gruppo anche altre tre facoltà di laurea in Medicina, nelle città di Araras (SP), Limeira (SP) e la Facoltà di Medicina del Sertão (FMS) ad Arcoverde (PE).

Ufficio stampa del Gruppo Mandic:

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