Oltre alla preparazione teorica e pratica necessaria a ogni medico prima di iniziare a esercitare la professione, esistono anche questioni che meritano ancora maggiore attenzione nell'ambito della professione stessa. Una di queste questioni è l'etica medica.
Durante gli studi universitari e post-universitari, i medici vengono introdotti all'etica più di una volta, ma è solo durante la pratica clinica che comprendono la vera applicazione dell'etica e le sue sfumature.
Quando si parla di riservatezza professionale, ad esempio, sembra ovvio che un medico non possa condividere informazioni sui propri pazienti con terzi, ma cosa succede quando si tratta di curare un minore? Quando e perché la riservatezza può essere violata?
In questo articolo, comprenderete cos'è la riservatezza medica, la sua importanza, le eccezioni e le leggi e i regolamenti a cui prestare attenzione.
Che cos'è il segreto professionale?
Il segreto professionale in medicina è un obbligo etico e legale, sancito dal Codice deontologico medico stabilito dal Consiglio federale di medicina (CFM), che impone di mantenere riservate le informazioni sanitarie dei pazienti. Ciò include: dati personali, anamnesi, diagnosi e trattamenti.
Si tratta di una misura che impedisce al medico di divulgare informazioni a terzi senza l'esplicita autorizzazione del paziente, salvo in alcuni casi, come ad esempio quando il paziente è minorenne, anche se i terzi in questione sono coniugi o familiari.
Quanto è importante la riservatezza professionale?
Si può affermare che il segreto professionale sia uno dei pilastri su cui si fonda il rapporto medico-paziente, basato principalmente sulla fiducia. Senza questo principio, l'intero processo medico potrebbe essere compromesso, dalla diagnosi al trattamento.
Questo perché, se il paziente omette informazioni sulla propria condizione, la diagnosi potrebbe essere imprecisa o non rappresentare affatto il problema reale.
Cosa dice la legge in materia di segreto professionale?
L'articolo 73 del Codice deontologico medico stabilisce che ai medici è vietato:
"È vietato divulgare informazioni apprese nell'esercizio della propria professione, salvo in caso di giusta causa, obbligo di legge o consenso scritto del paziente."
Il divieto rimane valido anche se il paziente in questione muore, o se il medico è testimone in un'indagine o sospettato di un reato. Analogamente, il medico è tenuto a mantenere la riservatezza anche se le informazioni diventano pubbliche.
Inoltre, il medico non deve divulgare informazioni riguardanti un paziente minorenne a meno che la mancata divulgazione di tali informazioni non arrechi danno al paziente stesso. Il medico non deve altresì divulgare o fare riferimento a casi clinici identificabili.
Per quanto riguarda le normative legali, il diritto alla riservatezza delle proprie informazioni è un diritto sancito per i pazienti dalla Costituzione federale, che recita all'articolo 5, comma XIV:
"A tutti è garantito l'accesso alle informazioni e la riservatezza delle fonti è tutelata quando ciò è necessario per l'esercizio della loro professione.".
Inoltre, la violazione del diritto alla riservatezza delle informazioni personali di un paziente è punibile con la reclusione da 3 mesi a 1 anno o con una multa, secondo l'articolo 154 del Codice penale.
Riservatezza professionale nella telemedicina
In generale, la telemedicina dovrebbe seguire le stesse regole dei servizi in presenza. Ovvero, deve rispettare la riservatezza professionale e tutelare l'integrità del paziente.
In questo caso, il Consiglio federale di medicina (CFM) ribadisce ulteriormente, ai sensi dell'articolo 3 della risoluzione CFM 2.314/2022, che:
"Nei servizi di telemedicina, i dati e le immagini dei pazienti contenuti nelle cartelle cliniche devono essere conservati nel rispetto delle normative di legge e del CFM (Consiglio Federale di Medicina del Brasile) in materia di custodia, gestione, integrità, accuratezza, riservatezza, privacy, inconfutabilità e garanzia del segreto professionale delle informazioni.".
In questo contesto, i servizi di telemedicina sono soggetti al rispetto della LGPD (Legge generale brasiliana sulla protezione dei dati). Inoltre, tali misure vengono implementate attraverso un sistema di cartella clinica elettronica (SRES) approvato dal CFM (Consiglio federale di medicina).
In quali circostanze può essere violato il segreto professionale?
Il segreto professionale può essere violato solo se espressamente autorizzato dal paziente o da uno dei suoi tutori legali. Tuttavia, lo stesso può accadere in caso di sospetto di reato.
Tra queste situazioni, possiamo citare i casi sospetti di abuso o aggressione nei confronti di minori, anziani o coniugi. Sono inclusi anche i casi di lesioni sospette derivanti da un atto criminale o lesioni causate da armi da fuoco e armi simili.
Il medico può anche divulgare informazioni sulla diagnosi di malattie trasmissibili alle autorità sanitarie quando ciò sussista un motivo di preoccupazione o abbia rilevanza scientifica.
Specifiche più dettagliate riguardanti le eccezioni alla riservatezza professionale sono reperibili nel Codice deontologico medico.
Etica medica e riservatezza professionale
In generale, la tutela della riservatezza medica va oltre un obbligo etico; è un obbligo legale regolato dalla Costituzione federale e dal Codice penale. Ma, più che un obbligo, è un modo per preservare la sicurezza e la fiducia del paziente e per rispettare la professione.
Le informazioni utilizzate per la stesura di questo articolo sono state ricavate dal Codice deontologico medico, dalla Costituzione federale e dal Codice penale, aggiornati alla data di pubblicazione e soggetti a modifiche.